Riserva di Vendicari
Spiagge non attrezzate da Eloro a Marianelli, una tonnara del Settecento e una torre sveva, tra pantani dove sostano gli uccelli migratori.
49 luoghi da visitare in 11 comuni della provincia di Siracusa: siti archeologici, luoghi naturali, chiese e monumenti.
Per scegliere cosa vedere in provincia di Siracusa conviene dividere il viaggio in tre parti: la città, il barocco di Noto e la costa a sud. Siracusa chiede almeno un giorno e mezzo: uno per Ortigia, l'isola del centro storico, e mezza giornata per il Parco della Neapolis e il Museo Paolo Orsi, sulla terraferma.
Noto e Palazzolo Acreide fanno parte delle città tardo barocche del Val di Noto, patrimonio UNESCO dal 2002; Siracusa e la necropoli rupestre di Pantalica lo sono dal 2005. A sud di Noto c'è il mare della riserva di Vendicari, poi Marzamemi e l'Isola delle Correnti, all'estremo sud della Sicilia; nell'interno, sugli Iblei, le cave di Pantalica e di Cavagrande del Cassibile.
Per organizzarti: Ortigia in un giorno, Neapolis e Museo Paolo Orsi, cosa vedere a Noto, Palazzolo Acreide in un giorno e, per la base, dove fare base nella Sicilia orientale.
Esplora i 11 comuni della provincia di Siracusa e scopri cosa vedere in ognuno di essi.
Le attrazioni imperdibili della provincia di Siracusa: natura, arte, storia e panorami unici.
Spiagge non attrezzate da Eloro a Marianelli, una tonnara del Settecento e una torre sveva, tra pantani dove sostano gli uccelli migratori.
Quasi 5000 tombe a grotticella nelle pareti della gola e l'Anaktoron, palazzo dell'età del bronzo. Servono scarpe chiuse e acqua.
Intorno all'agorà si legge la pianta della città greca arcaica: templi, stoai, case e botteghe. Gli scavi della missione francese continuano.
Grotta artificiale alta circa 23 metri e profonda 65, a forma di orecchio: dentro anche un fruscio rimbomba. Si entra col biglietto della Neapolis.
In punta a Ortigia: portale in marmi policromi e sala ipostila di 800 m², volte a crociera su colonne. Ci arrivi a piedi dalla Fonte Aretusa.
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Spiagge non attrezzate da Eloro a Marianelli, una tonnara del Settecento e una torre sveva, tra pantani dove sostano gli uccelli migratori.
Quasi 5000 tombe a grotticella nelle pareti della gola e l'Anaktoron, palazzo dell'età del bronzo. Servono scarpe chiuse e acqua.
Intorno all'agorà si legge la pianta della città greca arcaica: templi, stoai, case e botteghe. Gli scavi della missione francese continuano.
Grotta artificiale alta circa 23 metri e profonda 65, a forma di orecchio: dentro anche un fruscio rimbomba. Si entra col biglietto della Neapolis.
In punta a Ortigia: portale in marmi policromi e sala ipostila di 800 m², volte a crociera su colonne. Ci arrivi a piedi dalla Fonte Aretusa.
Sulla penisola Magnisi, tra gli impianti di Priolo, il villaggio dell'età del bronzo che dà nome a una cultura. I suoi vasi sono al museo Paolo Orsi.
Sul muro del corridoio a metà cavea restano incisi i nomi di Ierone II e della regina Filistide. Dal 7 maggio al 25 giugno 2027 le tragedie INDA.
I ruderi della città greca accanto alla spiaggia di Eloro, vicino all'ingresso nord di Vendicari: archeologia e bagno nella stessa mattina.
Papiri nel bacino a pochi metri dal mare, con anatre e pesci. In fondo alla stessa via c'è il Castello Maniace: tienili nello stesso giro.
Colonne tozze e ravvicinate di un tempio dorico dell'inizio del VI secolo a.C., viste da fuori il recinto. Accanto c'è il mercato, di mattina.
In cima alla scalinata, guarda il portone di bronzo con le storie di San Corrado. Dentro, dopo il crollo del 1996, cupola e vetrate sono nuove.
Arena ellittica in parte scavata nella roccia, con il corridoio a volta sotto il podio da cui entravano gladiatori e belve. Sta nella Neapolis.
Sul monte Alveria restano lunghi tratti delle mura della Noto distrutta nel 1693. Si entra liberamente; ci sono barriere architettoniche.
Tre fossati, gallerie nella roccia e i piloni del ponte levatoio: la fortezza di Dionisio I a guardia dell'Epipoli. Oggi è chiuso al pubblico.
La Porta Sud e le mura della città greca fondata nel 729 a.C., patria dell'oratore Gorgia. I resti stanno nel territorio di Carlentini.
Due chiese di San Francesco di Paola sulla stessa piazza e la tonnara affacciata sul porto. Si gira a piedi; Vendicari e Noto sono vicine.
Mosaici romani della metà del IV secolo: cerca il riscatto del corpo di Ettore e le scene di caccia. Da abbinare al mare di Eloro.
L'Annunciazione di Antonello da Messina (1474), un sarcofago di Antonello Gagini e argenti sacri, nelle sale di un palazzo medievale di Ortigia.
Voluto da Federico II nel 1232: un quadrato di 62 metri per lato con otto torri, poi carcere fino al 1978. Si guarda da fuori.
Pareti calcaree alte fino a 300 m e laghetti d'acqua dolce, gli «urvi»: ci scende il sentiero Scala Cruci, ripido e roccioso. Scarpe da trekking.
All'estremo sud della Sicilia, un isolotto basso con il faro: con la bassa marea ci si arriva a piedi. Niente servizi, porta acqua.
Davanti a Portopalo, l'isola delle palme nane con il forte spagnolo costruito contro i pirati. È privata: si guarda dalla costa.
Sul lato di piazza Duomo, il barocco di fine Settecento di Luciano Alì riveste un palazzo medievale. È privato: si guarda dalla piazza.
Cerca la lucertola scolpita all'angolo sinistro del cornicione: è la firma dell'architetto Vermexio. Si guarda da piazza Duomo, senza biglietto.
Sentiero costiero a piedi o in bici fino al faro di Capo Murro di Porco. Davanti al faro è zona A: niente bagno, solo immersioni con guida.
Nella cripta il Museo della Lacrimazione: la pipetta e il vetrino usati nel 1953 per le analisi, e la croce del primo pellegrinaggio.
Cava tra le più antiche di Siracusa: nel V secolo a.C. fu prigione dei vinti di Atene, poi cimitero; fino agli anni Settanta, teatro all'aperto.
Tre piani: corredi delle necropoli, l'area sacra di Metapiccola, le porte della città greca e, in alto, i reperti subacquei di Castelluccio.
Pupi, cartelloni e storia delle famiglie Vaccaro e Mauceri, i pupari che a Ortigia tengono ancora in scena l'opera dei pupi.
Barche di papiro dall'Etiopia e dal lago Ciad e un erbario di papiri. Abbinalo alla Fonte Aretusa, dove il papiro cresce nell'acqua.
Sopra il portale una lapide del 1397 nomina Macciotta Mergulense: cerca i quattro merli del suo stemma nella bifora e nella trifora. Si vede da fuori.
Al centro Diana con arco e cane; ai suoi piedi Aretusa che diventa fonte, inseguita da Alfeo. Girando intorno alla vasca, tritoni su cavalli marini.
Il papiro cresce selvatico lungo il fiume Ciane, in una riserva di circa 317 ettari affacciata sul Porto Grande, accanto alle vecchie saline.
Il Caravaggio non è più qui: dal 2020 è a Santa Lucia al Sepolcro. Sull'altare c'è la Santa Lucia condotta al martirio di Deodato Guinaccia (1579).
Il San Leonardo scava pareti a picco usate dagli arrampicatori; sui versanti, tombe dell'età del bronzo. Si scende a piedi, meglio con una guida.
Gallerie nella roccia sotto piazza Duomo: rifugio antiaereo e, dal 1942, riparo del simulacro di santa Lucia. Si entra accanto all'Arcivescovado.
Sul portale il martirio del santo trafitto dalle frecce; la statua, nascosta dalla pala d'altare, si svela per le feste del 20 gennaio e 10 agosto.
Nella Borgata: sull'altare maggiore il Seppellimento di santa Lucia, dipinto da Caravaggio nel 1608. Sotto il portico, le firme dei pellegrini.
L'ingresso al corso, costruito nel 1838: in cima cerca la torre, il levriero e l'uccello. Da qui si va a piedi fino alla Cattedrale.
Il municipio davanti alla Cattedrale. Dentro c'è la Sala degli Specchi, ovale, con stucchi dorati e Ducezio dipinto sulla volta. Visita a pagamento.
Cucchiai di legno, collari, presepi in legno d'arancio e chiavi di carretto: la vita rurale degli Iblei raccolta da Antonino Uccello.
Sulla piazza XVI Maggio la facciata di Gagliardi si curva verso la strada, dorica in basso e ionica in alto. Dentro, cinque cupole.
Sotto i balconi di via Nicolaci sirene, leoni, sfingi e cavalli alati: guardali dalla strada, poi entra a vedere il Salone delle Feste.
Sulla mappa solo i luoghi del nostro catalogo.
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