Eloro
I ruderi della città greca accanto alla spiaggia di Eloro, vicino all'ingresso nord di Vendicari: archeologia e bagno nella stessa mattina.
Sali per via Corrado Nicolaci, la strada in pendenza che si stacca dal corso, e alza la testa. I balconi di Palazzo Nicolaci poggiano su mensoloni scolpiti a sirene, leoni, sfingi, ippogrifi e cavalli alati: guardali uno per uno, perché ognuno è diverso. Per capire cosa vedere a Noto conviene partire da qui. Qui la pietra non fa solo da muro: è il racconto della città, e quasi tutto quello che vedrai è nato nello stesso secolo.
Il terremoto dell’11 gennaio 1693 distrusse la vecchia Noto, che stava più a nord, sul monte Alveria. La città non fu rifatta al suo posto ma in un luogo nuovo e più basso, sull’altopiano del Meti. Nel Settecento ci lavorarono architetti come Rosario Gagliardi, che seguì la riedificazione negli anni Venti e Trenta, e il suo allievo Vincenzo Sinatra, al quale fu affidato il palazzo del Senato, oggi municipio.
Per questo il centro ha un aspetto così unitario, con la stessa pietra locale color miele dalla porta d’ingresso fino all’ultima chiesa. Dal 2002 Noto fa parte del sito UNESCO delle città tardo barocche del Val di Noto, con Caltagirone, Militello in Val di Catania, Catania, Modica, Palazzolo Acreide, Ragusa e Scicli.
Il modo giusto di entrare è dalla Porta Reale, costruita nel 1838 su progetto di Orazio Angelini per la visita di re Ferdinando II. In cima ci sono tre figure: una torre, un levriero e un uccello. Da lì il corso Vittorio Emanuele attraversa il centro, e quasi tutto quello che c’è da vedere sta su questa strada o a pochi passi, nelle vie in salita che la tagliano.
Oltre la Cattedrale, sulla piazza XVI Maggio, guarda la facciata di San Domenico, opera di Gagliardi: è curva, si gonfia verso la strada, dorica in basso e ionica in alto. Sulla stessa piazza c’è il Teatro Tina Di Lorenzo, inaugurato nel 1870, con 308 posti.
La Cattedrale sta in cima a una grande scalinata sulla piazza del Municipio, ed è il punto da cui si fotografa Noto. Prima di entrare guarda il portone di bronzo, con le storie di San Corrado, il patrono. Il 13 marzo 1996 crollarono la navata centrale e quella destra; la chiesa è stata riaperta nel giugno del 2007.
Per questo l’interno è in gran parte nuovo: la cupola affrescata da Oleg Supereco, le vetrate di Francesco Mori, la Via Crucis dipinta da Roberto Ferri. Resta l’arca d’argento cinquecentesca con le reliquie di San Corrado, che si festeggia il 19 febbraio e l’ultima domenica di agosto. Accanto, in Palazzo Landolina, il Museo della Cattedrale ha l’ingresso da via Montuoro 11.
Davanti alla Cattedrale c’è il municipio, Palazzo Ducezio. La sala da vedere è la Sala degli Specchi, ovale, con stucchi e dorature; sulla volta un dipinto del 1826 mostra Ducezio, il condottiero siculo, e il monte Alveria, dove stava la Noto antica. La visita è a pagamento.
Torna in via Corrado Nicolaci per entrare nel palazzo dei balconi. Palazzo Nicolaci di Villadorata ha novanta ambienti; dal 1983 è del Comune, e se ne visitano le sale, tra cui la Sala del Tè e il Salone delle Feste. A maggio la stessa via si copre di quadri fatti con i petali di fiori per l’Infiorata: se viaggi in primavera, controlla le date prima di prenotare: in quei giorni il centro è pieno di gente.
Per il mare, la scelta è la Riserva di Vendicari, con spiagge non attrezzate. Eloro è a poche centinaia di metri dall’ingresso nord, accanto ai ruderi della città greca; alla Tonnara restano la vecchia tonnara e una torre sveva; poi c’è Marianelli. Poco più a sud c’è Marzamemi, il borgo della tonnara con la piazza e le case basse dei pescatori: è il posto giusto per il pranzo dopo il mare. Se hai ancora mezza giornata, scendi fino all’Isola delle Correnti, all’estremo sud della Sicilia, dove con la bassa marea si arriva a piedi all’isolotto del faro.
Poco lontano, la Villa Romana del Tellaro conserva mosaici della metà del IV secolo, tra cui il riscatto del corpo di Ettore e scene di caccia: è la visita da abbinare a una mattina di mare a Eloro. Chi ama i luoghi in rovina può salire a Noto Antica, sul monte Alveria, dove sono ancora in piedi molti tratti delle mura; si entra liberamente, ma ci sono barriere architettoniche.
Per il centro storico bastano tre o quattro ore a piedi; con gli interni, cioè Cattedrale, Sala degli Specchi e Palazzo Nicolaci, conta una giornata intera. D’estate entra nei palazzi nelle ore calde e tieni il corso per il tardo pomeriggio e la sera.
Orari e biglietti cambiano con le stagioni, quindi controllali sulle pagine ufficiali prima di partire: le schede del Comune per Palazzo Nicolaci e per la Sala degli Specchi, il sito della Diocesi per il Museo della Cattedrale, quello del Parco archeologico per la Villa del Tellaro. Per Vendicari guarda il sito del gestore: lì trovi anche gli avvisi sugli ingressi chiusi.
In pasticceria chiedi dei dolci fatti con la mandorla di Noto, Presidio Slow Food: la varietà Romana è quella preferita dai pasticceri.
Se vuoi fermarti più di un giorno, leggi prima dove fare base nella Sicilia orientale. Tra le case del sito, Villa Noto è a Canicattini Bagni, nell’entroterra di Siracusa: piscina privata, due camere fino a cinque persone, giardino recintato e animali ammessi. Verso Vendicari e il mare c’è la casa vacanze con jacuzzi a Rosolini, adatta a coppie e piccole famiglie.
Noto è la prima tappa del nostro itinerario Val di Noto in 4 giorni, con Ragusa, Modica e Scicli. Della stessa rete UNESCO fa parte Palazzolo Acreide, sugli Iblei; per la città greca e il mare c’è Ortigia in un giorno, a Siracusa.
Noto · Sito archeologico
I ruderi della città greca accanto alla spiaggia di Eloro, vicino all'ingresso nord di Vendicari: archeologia e bagno nella stessa mattina.
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In cima alla scalinata, guarda il portone di bronzo con le storie di San Corrado. Dentro, dopo il crollo del 1996, cupola e vetrate sono nuove.
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Sul monte Alveria restano lunghi tratti delle mura della Noto distrutta nel 1693. Si entra liberamente; ci sono barriere architettoniche.
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