Nella cripta il Museo della Lacrimazione: la pipetta e il vetrino usati nel 1953 per le analisi, e la croce del primo pellegrinaggio.
Prima di entrare nel santuario della Madonna delle Lacrime, a Siracusa, guarda il portone in bronzo di Giacomo Albano: ha la forma della porta di un ovile e porta incisa in greco la frase del Vangelo di Giovanni «Io sono la porta». Dentro, dietro l’altare, in una teca sulla parete, c’è il piccolo quadretto da cui tutto è cominciato.
Dal 29 agosto al 1° settembre 1953 un quadretto in gesso del Cuore Immacolato di Maria, appeso sopra il letto di due giovani sposi, Angelo Iannuso e Antonina Giusto, versò lacrime nella loro casa di via degli Orti di San Giorgio. Una commissione medica prelevò e analizzò il liquido, e nel dicembre dello stesso anno i vescovi di Sicilia si pronunciarono sul fatto. La casa divenne luogo di culto nel 1954, e da allora Siracusa è meta di pellegrinaggio.
Per accogliere i fedeli fu bandito un concorso internazionale, a cui parteciparono cento architetti di diciassette nazioni; lo vinsero i francesi Michel Andrault e Pierre Parat. La cripta fu inaugurata nel 1968, i lavori della basilica cominciarono nel 1988 e Giovanni Paolo II la inaugurò nel novembre 1994. In cima, a più di novanta metri, sta una statua della Madonna in bronzo dorato.
Il santuario è in via del Santuario, a meno di un chilometro dal Parco della Neapolis, e l’ingresso è libero. È un luogo di culto attivo: durante le messe la visita si fa in silenzio, ai lati. Il 29 di ogni mese un pellegrinaggio parte dalla Casa del Pianto e arriva qui. Gli orari della basilica, della cripta e dei musei sono sul sito del santuario.
Conta un’ora per basilica, cripta e museo, più il tempo per la Casa del Pianto. Si abbina bene alla mattina nella Neapolis e, per chi segue la Siracusa dei luoghi di fede, alle catacombe e al Duomo. Gli altri luoghi sono nel catalogo di cosa vedere a Siracusa.
Sulla mappa solo i luoghi del nostro catalogo.
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Arena ellittica in parte scavata nella roccia, con il corridoio a volta sotto il podio da cui entravano gladiatori e belve. Sta nella Neapolis.
Nella Borgata: sull'altare maggiore il Seppellimento di santa Lucia, dipinto da Caravaggio nel 1608. Sotto il portico, le firme dei pellegrini.