Museo di Palazzo Bellomo
L'Annunciazione di Antonello da Messina (1474), un sarcofago di Antonello Gagini e argenti sacri, nelle sale di un palazzo medievale di Ortigia.
In punta a Ortigia: portale in marmi policromi e sala ipostila di 800 m², volte a crociera su colonne. Ci arrivi a piedi dalla Fonte Aretusa.
All’ingresso del Castello Maniace fermati davanti al portale in marmi di più colori. Ai suoi lati stavano due arieti di bronzo: uno è andato perduto, l’altro è al Museo Salinas di Palermo. Poi entra nella sala ipostila, circa 800 metri quadrati di volte a crociera su colonne di pietra con i capitelli a uncino: è la ragione per arrivare fino alla punta di Ortigia.
Il castello fu costruito nel Duecento per l’imperatore Federico II di Svevia, con il contributo dell’architetto Riccardo da Lentini. Il nome ricorda il generale bizantino Giorgio Maniace, che nel 1038 riprese la città agli Arabi. Nel 1321 vi si riunì il Parlamento siciliano, e nei secoli in cui Siracusa faceva parte della Camera Reginale, la dote delle regine di Sicilia, il castello ne ospitò alcune.
Nel Cinquecento Carlo V ne fece il perno delle difese verso il mare, con batterie e polveriere. Nel 1704 l’esplosione della polveriera distrusse una parte della sala e delle mura. Ancora oggi la funzione originaria è discussa: mancano gli spazi per le armi, gli alloggi e i depositi di una fortezza, e le torri erano poco adatte alla difesa.
Il castello è in via Castello Maniace, in fondo alla strada della Fonte Aretusa, sulla punta dell’isola. Si entra con biglietto e il Comune lo indica come sito senza barriere architettoniche. Conta un’ora per la sala, la corte e la passeggiata intorno. Informazioni e prenotazioni sono sulla pagina del Castello Maniace del Comune di Siracusa.
Al ritorno passa dalla Fonte Aretusa, che al tramonto dà il meglio. Il castello è l’ultima tappa della nostra giornata a Ortigia in un giorno; gli altri luoghi sono nel catalogo di cosa vedere a Siracusa.
Sulla mappa solo i luoghi del nostro catalogo.
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L'Annunciazione di Antonello da Messina (1474), un sarcofago di Antonello Gagini e argenti sacri, nelle sale di un palazzo medievale di Ortigia.
Papiri nel bacino a pochi metri dal mare, con anatre e pesci. In fondo alla stessa via c'è il Castello Maniace: tienili nello stesso giro.
Il Caravaggio non è più qui: dal 2020 è a Santa Lucia al Sepolcro. Sull'altare c'è la Santa Lucia condotta al martirio di Deodato Guinaccia (1579).
Gallerie nella roccia sotto piazza Duomo: rifugio antiaereo e, dal 1942, riparo del simulacro di santa Lucia. Si entra accanto all'Arcivescovado.