Palazzo Montalto
Sopra il portale una lapide del 1397 nomina Macciotta Mergulense: cerca i quattro merli del suo stemma nella bifora e nella trifora. Si vede da fuori.
Colonne tozze e ravvicinate di un tempio dorico dell'inizio del VI secolo a.C., viste da fuori il recinto. Accanto c'è il mercato, di mattina.
Dalla cancellata del Tempio di Apollo, all’ingresso di Ortigia a Siracusa, cerca nel muro della cella una porta ad arco acuto: è medievale, era l’ingresso della chiesa del Salvatore ricavata dentro il tempio. Poi guarda le colonne. Ognuna è un solo blocco di pietra, sono basse, molto vicine tra loro e a distanze irregolari, e reggono capitelli larghi e schiacciati: sono i segni di un tempio costruito quando i Greci stavano ancora imparando a farli tutti in pietra.
Fu costruito all’inizio del VI secolo a.C. ed è il tempio dorico più antico della Sicilia, il primo con il colonnato esterno tutto in pietra. Sul gradino più alto del lato est un’iscrizione ricorda la sua costruzione e il nome di Apollo. In origine aveva sei colonne sulla fronte e diciassette sui fianchi, con una seconda fila di sei dietro la facciata; oggi ne resta poco, e dalla strada vedi soprattutto il retro, perché la facciata guardava a est.
Il tempio è sopravvissuto cambiando funzione: divenne chiesa bizantina, moschea con gli Arabi e di nuovo chiesa con i Normanni. Nel 1561, con le fortificazioni di Carlo V, vi fu costruita sopra una caserma. Gli scavi dell’Ottocento e quelli sistematici dagli anni Quaranta del Novecento, con la demolizione degli edifici militari, l’hanno riportato alla luce.
Il tempio è in largo XXV Luglio, all’ingresso di Ortigia. L’area è chiusa al pubblico: si guarda da fuori, dalla cancellata, a qualsiasi ora, e bastano dieci minuti. Il momento migliore è la mattina di un giorno feriale, quando alle spalle del tempio si tiene il mercato. Informazioni sulla pagina del Tempio di Apollo del Comune di Siracusa.
È la prima tappa della nostra giornata a Ortigia in un giorno. Per vedere un tempio dorico ancora in piedi vai al Duomo, che ingloba le colonne del tempio di Atena: è raccontato in Siracusa cristiana. Lungo la strada, in piazza Archimede, c’è la Fontana di Diana.
Sulla mappa solo i luoghi del nostro catalogo.
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Sopra il portale una lapide del 1397 nomina Macciotta Mergulense: cerca i quattro merli del suo stemma nella bifora e nella trifora. Si vede da fuori.
Al centro Diana con arco e cane; ai suoi piedi Aretusa che diventa fonte, inseguita da Alfeo. Girando intorno alla vasca, tritoni su cavalli marini.
Sul lato di piazza Duomo, il barocco di fine Settecento di Luciano Alì riveste un palazzo medievale. È privato: si guarda dalla piazza.