Kamarina
Dal cortile del museo vedi il muro del tempio di Atena; poi segui l'antica strada fino all'agorà, tra fondazioni di case e il mare davanti.
52 luoghi da visitare in 11 comuni della provincia di Ragusa: chiese, luoghi naturali, siti archeologici e castelli.
Per scegliere cosa vedere in provincia di Ragusa, pensa a due viaggi diversi: le città barocche dell'interno e la costa a sud. Ragusa, Modica e Scicli fanno parte delle città tardo barocche del Val di Noto, patrimonio UNESCO dal 2002: ricostruite dopo il terremoto del 1693, si girano a piedi, tra scalinate, chiese e palazzi con i balconi scolpiti. A Ragusa la città vecchia, Ibla, e quella nuova sono due centri distinti.
La costa è quasi tutta di sabbia dorata, da Scoglitti a Santa Maria del Focallo, con la riserva dell'Irminio e i borghi di Punta Secca e Sampieri, dove è stata girata la serie del commissario Montalbano. Sul mare c'è anche Kamarina, la colonia greca di Siracusa; tra Modica e Ispica, la gola di Cava d'Ispica, con necropoli, catacombe e la rocca della Forza.
Per organizzarti: le spiagge di Ragusa, Kamarina, i luoghi di Montalbano, Val di Noto in 4 giorni e, per la base, dove fare base nella Sicilia orientale.
Esplora i 11 comuni della provincia di Ragusa e scopri cosa vedere in ognuno di essi.
Le attrazioni imperdibili della provincia di Ragusa: natura, arte, storia e panorami unici.
Dal cortile del museo vedi il muro del tempio di Atena; poi segui l'antica strada fino all'agorà, tra fondazioni di case e il mare davanti.
Sabbia finissima e fondale basso, porto peschereccio e mercato del pesce; le rovine di Kamarina sono a pochi chilometri verso sud.
Nel parco cerca il labirinto: i muri sono a secco, in pietra bianca locale, non siepi. Dentro il castello, gli abiti d'epoca del Museo del Costume.
Sabbia dorata e fondali bassi a due passi dal centro, dove c'è Torre Cabrera; dal porto partono i traghetti per Malta.
Sulla rocca della Forza, dove stava Spaccaforno prima del terremoto del 1693, trovi il Centoscale, tunnel di 250 m che scende al torrente.
I 52 luoghi della provincia di Ragusa: filtra per tipologia o cerca un luogo.
Nessun luogo corrisponde alla ricerca. Mostra tutti
Dal cortile del museo vedi il muro del tempio di Atena; poi segui l'antica strada fino all'agorà, tra fondazioni di case e il mare davanti.
Sabbia finissima e fondale basso, porto peschereccio e mercato del pesce; le rovine di Kamarina sono a pochi chilometri verso sud.
Nel parco cerca il labirinto: i muri sono a secco, in pietra bianca locale, non siepi. Dentro il castello, gli abiti d'epoca del Museo del Costume.
Sabbia dorata e fondali bassi a due passi dal centro, dove c'è Torre Cabrera; dal porto partono i traghetti per Malta.
Sulla rocca della Forza, dove stava Spaccaforno prima del terremoto del 1693, trovi il Centoscale, tunnel di 250 m che scende al torrente.
Una baia di sabbia morbida sotto un piccolo faro: la villetta bianca con la grande terrazza sul mare è la casa di Montalbano della serie tv.
Una piccola spiaggia di sabbia chiara chiusa tra due scogliere; a est c'è la grotta dei Contrabbandieri, verso Bruca una spiaggia lunghissima.
Spiaggia a mezzaluna con dune e pineta; in fondo, a Punta Pisciotto, la Fornace Penna: la guardi da fuori, perché è chiusa per restauro.
In facciata cerca le due meridiane: quella a sinistra segna le ore italiche, quella a destra le francesi. Dentro, colonne e pavimento in pietra pece.
Chilometri di sabbia dorata con le dune che qui chiamano «maccuna» e una fila di eucalipti e acacie: scegli il tratto libero e cammina.
In cima ai 250 gradini, dentro cerca il polittico in dieci tavole sull'altare maggiore e la meridiana tracciata nel pavimento del transetto.
Due km di spiaggia dal lungomare Andrea Doria al porto nuovo, tra lidi e tratti liberi; verso est, a piedi, arrivi alla riserva dell'Irminio.
Nel casale di fine Ottocento sul colle trovi anfore arcaiche e tombe ricostruite; nell'ultimo padiglione, un deposito di anfore dell'agorà.
Cerca la lastra in calcare del Guerriero di Castiglione, poi fermati davanti alle tombe di Kamarina ricostruite a grandezza naturale.
Da via San Biagio guarda la torre: è l'unica parte del castello rimasta in piedi dopo il terremoto del 1693.
Cerca da lontano la cupola del campanile, coperta di maioliche azzurre di Caltagirone. Sul portone c'è l'insegna dei Cavalieri di Malta.
Facciata tardogotica con colonne tortili e un arco a sesto acuto, scampata al terremoto del 1693. Dentro, il convento con due cortili.
Sali la scalinata tra i dodici apostoli, i «Santoni» di Ammatuna e Petracolo; dentro cerca la Madonna di Trapani in marmo del Cinquecento.
Sali la scalinata chiusa dalla cancellata e guarda il campanile inglobato nella facciata di Gagliardi. Dentro cerca l'organo Serassi da 3383 canne.
Cerca il Supplizio di San Giovanni di Minniti, della scuola di Caravaggio, e la Pietà in cartapesta di Alessi del 1751.
Cerca il portale quattrocentesco, resto della vecchia chiesa di San Giorgio, poi affacciati dallo sperone sulla valle dell'Irminio.
Vieni per uno spettacolo: la sala a ferro di cavallo ha platea e quattro ordini di palchi; fu inaugurata nel 1877 con «La forza del destino».
Fermati sotto il Loggiato del Sinatra, a semicerchio, raro perché di solito si faceva in legno. Dentro, il Cristo alla Colonna del Giovedì Santo.
Se la trovi aperta, guarda le tre cappelle tardo-gotiche: nella pietra delle volte ci sono animali e creature mostruose, e una terracotta del 1538.
Alza gli occhi sul soffitto ligneo attribuito al Barbalonga. I pilastri e gli archi acuti della navata centrale vengono dalla chiesa più antica.
Un'ampia spiaggia di sabbia dorata e, sul promontorio, i resti di una torre di guardia contro i pirati. Per i tuffi c'è la scogliera.
Alla foce dell'Irminio passi tra dune, ginepri e lentischi fino alla spiaggia, lontano dai lidi di Marina di Ragusa.
Portale a sesto acuto e rosone di prima del terremoto del 1693; dentro, l'Annunciazione in marmo attribuita a Gagini.
Scendi a piedi dalle scale che per secoli furono l'unico collegamento con Ragusa alta: Ibla conserva ancora il tracciato delle vie antiche.
La cava la avvolge come una conchiglia. Dentro cerca il presepe ligneo di scuola napoletana: restano 29 statue delle 65 originali.
Nella cava omonima, facciata neoclassica: è il santuario di Maria SS. della Pietà. A Pasqua i giovani vi portano il Venerabile.
Scendi nella vallata Santa Domenica e guardalo da sotto: due ordini di archi in pietra che ricordano un antico acquedotto romano.
Qui riposa Vittoria Colonna, fondatrice della città: le sue spoglie sono custodite nella cappella del Santissimo Sacramento.
Sali la ripida scalinata e guarda la facciata: le anime bruciano tra le fiamme. Se è aperta, dentro cerca i teschi sotto i cornicioni.
Guardala dal lungomare: 28 m di pietra su pianta quadrata, con il bastione del Cinquecento proteso sul mare. Si guarda da fuori.
Cerca la tomba del Principe: dieci finti pilastri scolpiti ai lati dell'ingresso, età del Bronzo. Nella stessa cava, la catacomba della Larderia.
Sali la scalinata dall'Arco dell'Annunziata e cerca l'arca dorata a tempietto dei Distefano, del 1869: fu chiesa dei Cavalieri di Malta.
Accanto al Municipio: dentro stucchi tardobarocchi e il Cristo di Burgos del Seicento, coperto da una veste bianca, il «Cristo in gonnella».
Sali la grande scalinata: la chiesa è orientata in modo che, all'alba della festa del santo, il sole entri da una finestra e illumini l'interno.
Sull'altare maggiore, in una cornice dorata, la tavoletta d'ardesia con la Madonna col Bambino ritrovata nel 1615 sul colle Monserrato.
Guarda il portone: è decorato con un'aquila bicipite in pietra asfaltica. Dentro il pavimento alterna pietra asfaltica e maiolica.
In via Posterla trovi lo studio milanese e la camera da letto di Quasimodo, con mobili, foto con dedica e oggetti del poeta.
Gira sul fianco, all'incrocio: un concio porta i solchi di un carro armato inglese della Seconda guerra mondiale. Dentro, stucchi dorati.
Cerca dal basso la torre dell'orologio, poligonale, simbolo di Modica: sta sulla rocca del castello che domina la città.
Sali a piedi da Palazzo Beneventano, circa 500 m: dal sagrato vedi Scicli, il mare e il Convento della Croce. La chiesa si guarda da fuori.
Tra le dune di Caucana cammini fra 25 edifici bizantini e una chiesa del VI secolo con mosaici di capre e anatre. Si visita su prenotazione.
Alza gli occhi sui balconi: cerca il musico con le maracas e, sotto, il mascherone che fa una smorfia a chi passa. Dentro c'è il Museo della Città.
Guarda il balcone a cinque mensole sul lato più stretto: i mascheroni stringono in bocca serpi e scorpioni. Sul cantonale, San Francesco di Paola.
Dalla piazzetta dove si uniscono i due rami delle scale guarda il balcone sporgente: lo reggono mensole a doppia voluta.
Nella valle dell'Ippari cammini tra gli unici pini d'Aleppo spontanei di Sicilia; porta acqua, perché dentro non ci sono punti di ristoro.
Mettiti all'angolo del vicolo laterale: da lì vedi i mascheroni con teste di moro e le bugne a punta di diamante. Si guarda da fuori.
Una grotta di circa 45 m² scavata nella roccia: nell'abside il Cristo Pantocratore tra gli angeli, affreschi restaurati con il FAI.
Sulla mappa solo i luoghi del nostro catalogo.
Mappa in caricamento…