Riserva Pino d’Aleppo
Nella valle dell'Ippari cammini tra gli unici pini d'Aleppo spontanei di Sicilia; porta acqua, perché dentro non ci sono punti di ristoro.
Nel parco cerca il labirinto: i muri sono a secco, in pietra bianca locale, non siepi. Dentro il castello, gli abiti d'epoca del Museo del Costume.
Arrivando al Castello di Donnafugata guarda la facciata: una loggia in stile gotico-veneziano con otto balconi ad arco acuto sulla terrazza. Sembra un castello medievale, ma è la villa di una famiglia di baroni tra Otto e Novecento, e il suo proprietario più famoso amava sorprendere gli ospiti: dentro e nel parco troverai parecchi dei suoi scherzi.
Nel Seicento gli Arezzo comprarono il feudo. All’inizio dell’Ottocento il barone Francesco Maria Arezzo trasformò la masseria in una casa di villeggiatura, e il figlio Corrado Arezzo, senatore del Regno, poeta e collezionista, la fece diventare un castello di 122 stanze, chiudendo il cortile e cingendolo di merli. Con la figlia Vincenzina trasformò l’orto in un parco di otto ettari. Nel 1906 la nipote Clementina e il marito, il visconte Combes de Lestrade, rifecero il prospetto principale, e al visconte si deve anche il giardino alla francese; nel 1982 l’ultimo erede vendette il castello, ancora arredato, al Comune di Ragusa.
Il nome fa pensare al Gattopardo, ma la Donnafugata del romanzo è una tenuta dei Tomasi vicino a Palma di Montechiaro, e Visconti non girò qui. Al castello sono stati girati invece «Kaos» dei fratelli Taviani, «L’uomo delle stelle» di Tornatore e il commissario Montalbano, dove è la casa del boss Balduccio Sinagra.
Il castello è in contrada Donnafugata, a circa 15 km da Ragusa; ci si arriva anche in treno, in una ventina di minuti dalla città. C’è un ascensore per il piano nobile, e parco e museo sono senza barriere architettoniche. Il castello indica circa 45 minuti per il piano nobile e una ventina ciascuno per parco e museo: conta un’ora e mezza abbondante. Nel parco non si può mangiare. Biglietti e aperture sono sul sito del Castello di Donnafugata.
La tela di San Giorgio commissionata da Corrado Arezzo è nel Duomo di San Giorgio di Ragusa Ibla. Verso la costa ci sono Kamarina e Punta Secca; gli altri set sono nei luoghi di Montalbano.
Sulla mappa solo i luoghi del nostro catalogo.
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Nella valle dell'Ippari cammini tra gli unici pini d'Aleppo spontanei di Sicilia; porta acqua, perché dentro non ci sono punti di ristoro.
Qui riposa Vittoria Colonna, fondatrice della città: le sue spoglie sono custodite nella cappella del Santissimo Sacramento.
Cerca il Supplizio di San Giovanni di Minniti, della scuola di Caravaggio, e la Pietà in cartapesta di Alessi del 1751.
Alza gli occhi sul soffitto ligneo attribuito al Barbalonga. I pilastri e gli archi acuti della navata centrale vengono dalla chiesa più antica.