Catacombe dei Cappuccini
Corridoi sotterranei con migliaia di corpi mummificati e vestiti, deposti qui per più di tre secoli: una visita forte, non per tutti.
76 luoghi da visitare in 23 comuni della provincia di Palermo: chiese, palazzi storici, musei e luoghi naturali.
Per scegliere cosa vedere in provincia di Palermo conviene partire da una domanda: quanti giorni vuoi dare alla città? Palermo ne chiede almeno due, da girare a piedi tra i mosaici arabo-normanni patrimonio UNESCO, i mercati e gli oratori barocchi. Il resto della provincia si visita in giornata, partendo da lì.
I dintorni più vicini sono Monreale, con il duomo dei mosaici a pochi chilometri dal centro, Mondello e la riserva di Capo Gallo per il mare, Bagheria con Villa Palagonia e, sopra il golfo, le rovine di Solunto. Verso est Cefalù tiene insieme duomo normanno e spiaggia; da lì si sale alle Madonie, tra Castelbuono, le Petralie e Gangi. Nell'interno ci sono il bosco della Ficuzza e i siti antichi di Monte Iato e Hippana; al largo Ustica, per chi cerca i fondali.
Per organizzarti: Palermo in un giorno, Cefalù in un giorno, un weekend nelle Madonie e, per la base, dormire sul mare vicino a Palermo.
Esplora i 23 comuni della provincia di Palermo e scopri cosa vedere in ognuno di essi.
Le attrazioni imperdibili della provincia di Palermo: natura, arte, storia e panorami unici.
Corridoi sotterranei con migliaia di corpi mummificati e vestiti, deposti qui per più di tre secoli: una visita forte, non per tutti.
La città greca distrutta dai Cartaginesi nel 409 a.C.: il tempio della Vittoria, l'abitato sul colle e l'antiquarium con i reperti.
La città ellenistico-romana sul monte Catalfano: strade a gradoni, case con mosaici e la vista sul golfo fino a Capo Zafferano.
Il grande teatro d'opera su piazza Verdi, con la scalinata dei leoni: di giorno si visita con una guida, la sera si ascolta.
Mosaici bizantini a fondo oro e un soffitto di legno a muqarnas dipinto da maestranze islamiche: la cappella di Ruggero II.
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Corridoi sotterranei con migliaia di corpi mummificati e vestiti, deposti qui per più di tre secoli: una visita forte, non per tutti.
La città greca distrutta dai Cartaginesi nel 409 a.C.: il tempio della Vittoria, l'abitato sul colle e l'antiquarium con i reperti.
La città ellenistico-romana sul monte Catalfano: strade a gradoni, case con mosaici e la vista sul golfo fino a Capo Zafferano.
Il grande teatro d'opera su piazza Verdi, con la scalinata dei leoni: di giorno si visita con una guida, la sera si ascolta.
Mosaici bizantini a fondo oro e un soffitto di legno a muqarnas dipinto da maestranze islamiche: la cappella di Ruggero II.
Fuori torri, merli e il portico gotico catalano; dentro le tombe imperiali e la cappella di Santa Rosalia. Si sale anche sui tetti.
Santa Maria dell'Ammiraglio, voluta da Giorgio d'Antiochia: nei mosaici Ruggero II incoronato da Cristo. Vi si celebra in rito bizantino.
Tre cupole rosse su un cubo di pietra, accanto alla Martorana: dentro niente decorazioni, solo archi, colonne e il pavimento antico.
Cinque cupole rosse sopra una chiesa spoglia e un chiostro normanno con il giardino, a pochi passi dal Palazzo dei Normanni.
Il duomo di Ruggero II tra la Rocca e il mare: facciata a due torri, Cristo Pantocratore a mosaico nell'abside e il chiostro.
Il duomo di Guglielmo II, con i mosaici d'oro su ogni parete e il Cristo Pantocratore nell'abside; accanto, il chiostro a colonne binate.
La spiaggia di Palermo, a nord del centro tra Monte Pellegrino e Capo Gallo: sabbia chiara, lo stabilimento liberty sull'acqua e il borgo.
Il promontorio che chiude Palermo a nord: si sale a piedi per la Scala Vecchia o in bus fino al santuario di Santa Rosalia.
Da qui comincia la Palermo normanna: la reggia, oggi sede dell'Assemblea regionale, e al primo piano la Cappella Palatina. Calcola un paio d'ore.
Il ponte normanno di Giorgio d'Antiochia, oggi all'asciutto in un giardino perché l'Oreto fu deviato. Qui combatté Garibaldi nel 1860.
Il palazzo d'estate dei re normanni, fatto per restare fresco: guarda la sala della fontana con il canale e i mosaici. Ospita il museo d'arte islamica.
Prima di andare a Selinunte o a Imera, qui vedi le metope dei templi e le teste di leone delle grondaie, in un convento con il chiostro.
La quadriga di bronzo sopra l'ingresso domina piazza Ruggero Settimo: per vedere la sala, la cosa migliore è un concerto della sinfonica.
Una città antica in cima al Monte Iato: teatro, agorà e una grande casa a peristilio, con la vista aperta sulla valle dello Jato.
Un palazzo gotico catalano con la Galleria regionale: il grande affresco del Trionfo della Morte e l'Annunziata di Antonello da Messina.
L'incrocio barocco tra il Cassaro e via Maqueda: quattro facciate curve con le stagioni, i re di Spagna e le sante patrone.
Bastioni e resti del vecchio castello sul porto della Cala, oggi un parco archeologico all'aperto dove passeggiare sul mare.
La fontana fiorentina del Cinquecento, con decine di statue nude, rimontata in piazza Pretoria davanti al palazzo del Comune.
La porta verso il mare all'altro capo del Cassaro, senza arco in alto perché passi il carro di Santa Rosalia.
La chiesa normanna nel cimitero di Sant'Orsola dove, il lunedì di Pasqua del 1282, scoppiò la rivolta dei Vespri.
Sui Quattro Canti, una navata barocca a colonne con marmi e stucchi; da una scala si scende nella chiesa inferiore.
Carretti dipinti, pupi, abiti ed ex voto: la Sicilia di tutti i giorni raccolta da Giuseppe Pitrè, accanto alla Palazzina Cinese.
Il parco tra Cefalù e le Petralie: faggete, il Pizzo Carbonara e borghi di montagna; d'inverno la neve a Piano Battaglia.
Pietra nuda, archi acuti e poca luce: la chiesa normanna dei Cavalieri Teutonici alla Kalsa, con il chiostro, per chi cerca silenzio.
Per chi vuole vedere la Sicilia dipinta tra Ottocento e primo Novecento: paesaggi e ritratti nel complesso di Sant'Anna, alla Kalsa.
Pupi siciliani e marionette da mezzo mondo, vicino a Porta Felice: se c'è uno spettacolo nel teatrino, è il modo migliore per capire l'opera dei pupi.
Il palazzo settecentesco su corso Vittorio Emanuele dove la Regione espone l'arte contemporanea: una sosta tra la Cattedrale e i Quattro Canti.
L'isola vulcanica a nord di Palermo, prima riserva marina d'Italia: grotte, snorkeling e immersioni. Si arriva in aliscafo da Palermo.
La chiesa dove riposano siciliani illustri, tra cui Giovanni Falcone; davanti, la colonna dell'Immacolata in piazza San Domenico.
Nel museo del barone Mandralisca, il Ritratto d'ignoto di Antonello da Messina e un vaso greco con il venditore di tonno.
Il giardino di studio di fine Settecento con ficus giganti, palme e piante da ogni continente, accanto a Villa Giulia.
La porta accanto al Palazzo dei Normanni, con i telamoni dei mori e il tetto a piramide di maioliche: da qui comincia il Cassaro.
I resti di una città antica con il suo teatro, sulla Montagna dei Cavalli di Prizzi: una visita all'aperto da unire a un'escursione.
Il padiglione di Guglielmo II che sorgeva in mezzo a un lago artificiale; oggi si visita dentro una caserma di corso Calatafimi.
Uno dei castelli più grandi della Sicilia, su uno sperone di roccia sopra Caccamo: cortili, sale e la sala della Congiura.
Il palazzo dei Chiaramonte, poi carcere dell'Inquisizione: sui muri delle celle i graffiti dei prigionieri. Qui c'è la Vucciria di Guttuso.
Un edificio termale di epoca islamica, raro in Sicilia: le vasche sotto la grande volta e un'iscrizione in caratteri arabi sui muri.
Il monastero di Santa Caterina in piazza Bellini: chiesa di marmi colorati, chiostro, terrazza sui tetti e i dolci fatti con le ricette delle monache.
Il castello normanno in cima al monte Caputo, sopra Monreale: ci si arriva a piedi, per la vista sulla Conca d'Oro.
Il castello della baronessa di Carini, uccisa nel 1563 e cantata nei versi popolari: sale, cortile e vista sul golfo.
Tra un bagno e l'altro a Terrasini, un palazzo sul mare con i carretti siciliani dipinti, reperti archeologici e collezioni naturalistiche.
Il bosco sotto la parete di Rocca Busambra, con la palazzina di caccia dei Borbone: sentieri da fare a piedi o in bici.
La cattedrale di San Demetrio della comunità arbëreshë: icone e rito bizantino; a Pasqua i costumi tradizionali in processione.
Gli stucchi di Giacomo Serpotta tutto intorno e, sull'altare, la riproduzione della Natività di Caravaggio rubata nel 1969.
Il santuario dei Cappuccini tra i boschi sopra Cefalù, sulle pendici del pizzo Sant'Angelo, con il museo e la vista sul Tirreno.
Il giardino settecentesco della Kalsa con il Genio di Palermo al centro: viali e panchine all'ombra, da unire all'Orto botanico accanto.
La villa dei mostri di Bagheria: sul muro di cinta decine di statue grottesche, che Goethe descrisse con sgomento.
Il castello dei Ventimiglia in cima a Geraci, a oltre mille metri: ruderi, la cappella e la vista sulle Madonie.
Il castello dei Ventimiglia al centro di Castelbuono, con il museo civico e la cappella di Sant'Anna decorata dagli stucchi dei Serpotta.
Una chiesa gotica rimasta senza tetto: la navata è aperta al cielo, con un albero cresciuto dentro. D'estate ospita concerti.
Il mercato dipinto da Guttuso, tra la Cala e via Roma: di giorno restano pochi banchi, la sera diventa un posto dove mangiare all'aperto.
La Favorita, il grande parco dei Borbone ai piedi di Monte Pellegrino: viali per camminare o correre, agrumeti e la Palazzina Cinese.
La chiesa dei Gesuiti: marmi intarsiati a colori, i «mischi», coprono pareti e cappelle, con putti e frutti in rilievo.
La casina cinese dei Borbone nel parco della Favorita: fuori il tetto a pagoda, dentro stanze decorate all'orientale.
La riserva sul promontorio tra Mondello e Sferracavallo: sentieri sul mare, il faro e grotte nella roccia calcarea.
Il promontorio sopra il paese: si sale a piedi tra i resti delle mura e il tempio di Diana, con il Duomo e il mare sotto.
Sull'altare la Madonna del Rosario di Van Dyck, alle pareti le statue in stucco di Serpotta e le tele di Pietro Novelli.
L'abbazia benedettina nei boschi sopra Monreale, con la chiesa, il chiostro e lo scalone settecentesco; i monaci ci vivono ancora.
Le gole scavate dal fiume Sosio tra Chiusa Sclafani e Palazzo Adriano: pareti di roccia sul fiume, un'escursione per chi cammina.
Le opere di Renato Guttuso, nato a Bagheria, nella settecentesca Villa Cattolica; nel giardino la sua tomba, opera di Manzù.
Il palazzo restaurato da Gae Aulenti per la Fondazione Sicilia: collezioni archeologiche e maioliche tra gli scaffali del vecchio Monte dei pegni.
La villa dei Whitaker, gli inglesi del Marsala: arredi e collezioni ancora al loro posto e un parco di piante esotiche dove fermarsi all'ombra.
Il villino liberty che Ernesto Basile disegnò per i Florio: torrette, scale esterne e interni rifatti dopo l'incendio del 1962.
La parete d'ingresso di Giacomo Serpotta con la battaglia di Lepanto in stucco, tra putti e figure allegoriche.
Il palazzo arabo-normanno nato in riva a un lago oggi scomparso: a Brancaccio, fuori dai giri soliti, si capisce come vivevano i re.
Il mercato dell'Albergheria: banchi di pesce, verdure e spezie e le voci dei venditori, le «abbanniate». Si va di mattina.
La chiesa madre di Gangi, con il Giudizio universale dello Zoppo di Gangi e, sotto, la cripta dei preti mummificati.
La grotta dove fu trovato il corpo di Santa Rosalia, diventata santuario: nella notte tra il 3 e il 4 settembre ci si sale a piedi.
Un trittico fiammingo del Quattrocento in una chiesa di montagna: è il motivo per salire fino a Polizzi Generosa, sulle Madonie.
Il duomo di un borgo di pietra a oltre mille metri, Borgo dei Borghi nel 2018: ci si arriva a piedi, tra vicoli e affacci sulle Madonie.
Lungo corso Ruggero alza gli occhi: le bifore gotiche della casa-torre medievale si vedono dalla strada. Dentro, mostre temporanee.
Sulla mappa solo i luoghi del nostro catalogo.
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