Catacombe dei Cappuccini
Corridoi sotterranei con migliaia di corpi mummificati e vestiti, deposti qui per più di tre secoli: una visita forte, non per tutti.
Prima di entrare fermati in fondo alla scalinata di piazza Verdi. Ai due lati, i leoni di bronzo portano la Tragedia, di Benedetto Civiletti, e la Lirica, di Mario Rutelli; sul fregio, sopra le colonne, si legge «L’Arte rinnova i popoli». È la scalinata dove si chiude Il Padrino – Parte III, e in alto la cupola di ferro e bronzo, larga quasi 29 metri, dà la misura dell’edificio: il più grande teatro lirico d’Italia.
Il Comune bandì il concorso nel 1864 e lo vinse Giovan Battista Filippo Basile. Per far posto al teatro furono espropriati due monasteri con le loro chiese, le Stimmate e San Giuliano. La prima pietra fu posata il 12 gennaio 1875; i lavori si fermarono nel 1878 e ripresero solo nel 1890. L’anno dopo Basile morì e a finire l’opera fu il figlio Ernesto.
Il Teatro Massimo aprì il 16 maggio 1897 con il Falstaff di Verdi, mai rappresentato prima a Palermo. Nel 1974 chiuse per lavori di ristrutturazione e rimase chiuso per ventitré anni: riaprì il 12 maggio 1997 con un concerto in cui salì sul podio anche Claudio Abbado, con i Berliner Philharmoniker.
La sala è a ferro di cavallo, con cinque ordini di palchi e la galleria. Guarda il soffitto: è fatto di undici pannelli dipinti, come i petali di un fiore, che si possono aprire per far uscire l’aria calda. Era il sistema di raffrescamento originale del teatro. Il grande sipario, dipinto da Giuseppe Sciuti, mostra il corteo di Ruggero II.
La visita passa anche dal salotto del palco reale, con i lampadari di Murano, e dalla Sala Pompeiana, detta sala dell’eco per il modo in cui porta la voce: era pensata per conversare negli intervalli.



Foto di Flavia Meloni @m3l4vy
Il teatro stesso la racconta come una tradizione. Durante i lavori sarebbe stata disturbata la tomba di una suora, «la monachella», che da allora si aggirerebbe tra le sale e i corridoi. È una storia da raccontare durante la visita, non da prendere alla lettera.
La visita guidata dura circa 40 minuti. Si svolge in italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco, e il percorso è accessibile. In alcuni orari, legati agli spettacoli, si può andare anche dietro le quinte. Orari e prezzi aggiornati sono sul sito del teatro.
Se puoi, però, vieni la sera. Vedere la sala piena durante un’opera o un concerto è un’altra cosa rispetto alla visita: prima di partire guarda il cartellone sul sito del teatro.
Il teatro è a dieci minuti a piedi dai Quattro Canti e a cinque da piazza Ruggero Settimo, dove c’è il Teatro Politeama.
A cinque minuti c’è il mercato del Capo, da attraversare prima o dopo la visita. Per costruire la giornata segui il nostro itinerario Palermo in un giorno o guarda cosa vedere a Palermo. Per dormire a pochi passi dal centro storico guarda i nostri boutique hotel e le strutture selezionate su Sicily Luxury.
Palermo · Museo
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Mosaici bizantini a fondo oro e un soffitto di legno a muqarnas dipinto da maestranze islamiche: la cappella di Ruggero II.
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Fuori torri, merli e il portico gotico catalano; dentro le tombe imperiali e la cappella di Santa Rosalia. Si sale anche sui tetti.
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