Parco archeologico di Segesta
Il tempio sta in basso, fuori dalle mura; poi sali all'acropoli nord, dove trovi teatro, agorà e i resti del castello medievale.
Conta le colonne, 6 sui lati corti e 14 su quelli lunghi: il tempio non fu mai finito, mancano la cella e il tetto.
Avvicinati a una colonna e guardane la superficie: è liscia, senza le scanalature che di solito hanno le colonne doriche. Poi guarda dentro il colonnato: non c’è niente. Mancano la cella, cioè la stanza della divinità, e il tetto. Il tempio di Segesta è un cantiere fermato più di duemila anni fa, ed è per questo che si legge così bene come è fatto un tempio greco.
Fu costruito tra il 430 e il 420 a.C., fuori dalle mura della città: un periptero dorico con sei colonne sui lati corti e quattordici su quelli lunghi, trentasei in tutto. Segesta però non era greca: era la città principale degli Elimi, che dai Greci presero l’architettura. Il tempio non fu mai finito, probabilmente per le guerre del 409-408 a.C.; un’altra ipotesi lo vuole destinato a un culto non greco. Non sappiamo a quale divinità fosse dedicato, e l’altare non è mai stato trovato.
Non era l’unico luogo sacro fuori città: più a valle, in contrada Mango, c’era un santuario del VI e V secolo a.C., e accanto il Comune di Calatafimi Segesta ha recuperato i giardini della Kaggera.
Il tempio è la prima tappa del Parco archeologico di Segesta, in basso rispetto alla città antica; per girargli intorno con calma basta mezz’ora. La luce più bella è quella del tardo pomeriggio, quando la pietra si scalda di colore. D’estate, durante il Segesta Teatro Festival, alcuni spettacoli, anche all’alba, si tengono al tempio. Biglietti e aperture sono sulla pagina di Segesta del Parco archeologico.
Dopo il tempio sali al Teatro di Segesta, sul Monte Barbaro. Gli altri luoghi di Calatafimi Segesta e della provincia sono nel catalogo di cosa vedere in provincia di Trapani.
Sulla mappa solo i luoghi del nostro catalogo.
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Il tempio sta in basso, fuori dalle mura; poi sali all'acropoli nord, dove trovi teatro, agorà e i resti del castello medievale.
Siediti sulla cavea, in parte scavata nella roccia di Monte Barbaro, e guarda la valle; sappi che il teatro fu molto rifatto nell'Ottocento.
Percorri la passerella lungo le mura del castello costruito sul mare; nel museo cerca le ancore e le anfore romane dell'emporio di Segesta.
Nel cortile guarda bifore e trifore gotiche e sali lo scalone di marmo rosso del Monte Bonifato: oggi il castello ospita l'Enoteca regionale.