Ragusa Ibla
Scendi a piedi dalle scale che per secoli furono l'unico collegamento con Ragusa alta: Ibla conserva ancora il tracciato delle vie antiche.
Sali la scalinata chiusa dalla cancellata e guarda il campanile inglobato nella facciata di Gagliardi. Dentro cerca l'organo Serassi da 3383 canne.
Prima di salire la scalinata del Duomo di San Giorgio, a Ragusa Ibla, guarda la base della facciata: in basso a sinistra, in un cartiglio di pietra, un’iscrizione latina ricorda la prima pietra, posata il 25 ottobre 1739. Poi alza lo sguardo. La facciata sale in tre ordini di colonne libere, dieci, sei e quattro, e nel terzo ingloba il campanile, chiuso da un coronamento a bulbo. Nota anche che è messa di sbieco rispetto alla piazza.
Il progetto fu affidato a Rosario Gagliardi nel 1738, e nel 1744 il Capitolo comprò i suoi quattro disegni acquerellati, oggi esposti nel museo accanto. La chiesa nuova prese il posto di quella di San Nicola; dell’antica San Giorgio, crollata nel 1693, resta solo il portale all’uscita del Giardino Ibleo. La facciata fu finita il 5 ottobre 1775, quando vi fu posta l’aquila. La cupola neoclassica, alta 43 metri, arrivò nel 1819-20 e porta all’interno la firma del costruttore: «Costruita da me Carmelo Cultraro, ragusano».
Il Duomo è in piazza Duomo, nel cuore di Ibla, in cima a una scalinata di 54 gradini chiusa da una cancellata in ferro battuto. È una chiesa officiata: durante le funzioni la visita si fa in silenzio. Conta tre quarti d’ora con il museo. Il momento migliore per la facciata è la sera, con la piazza illuminata. Orari della chiesa e del museo sono sul sito del Duomo; come arrivare a Ibla, tra scalinate, parcheggi e navetta, è nella scheda di Ragusa Ibla.
Per un confronto vai a Modica: la facciata del Duomo di San Giorgio di Modica le somiglia, e secondo lo storico Paolo Nifosì è quella di Modica a derivare da Ragusa. Le due città sono nello stesso giorno del nostro Val di Noto in 4 giorni.
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Scendi a piedi dalle scale che per secoli furono l'unico collegamento con Ragusa alta: Ibla conserva ancora il tracciato delle vie antiche.
Sali la ripida scalinata e guarda la facciata: le anime bruciano tra le fiamme. Se è aperta, dentro cerca i teschi sotto i cornicioni.
Guarda il balcone a cinque mensole sul lato più stretto: i mascheroni stringono in bocca serpi e scorpioni. Sul cantonale, San Francesco di Paola.
Cerca da lontano la cupola del campanile, coperta di maioliche azzurre di Caltagirone. Sul portone c'è l'insegna dei Cavalieri di Malta.