Villa Romana del Tellaro
Mosaici romani della metà del IV secolo: cerca il riscatto del corpo di Ettore e le scene di caccia. Da abbinare al mare di Eloro.
Spiagge non attrezzate da Eloro a Marianelli, una tonnara del Settecento e una torre sveva, tra pantani dove sostano gli uccelli migratori.
Entra nella Riserva di Vendicari dall’ingresso centrale e cammina sul sentiero che costeggia il Pantano Grande. Sul mare, davanti a te, compaiono la Torre Sveva, la ciminiera solitaria della tonnara e la fila di pilastri del vecchio stabilimento. È il profilo di Vendicari, e racconta già il posto: una costa dove per secoli si è pescato e si è fatto il sale, e che oggi è protetta per gli uccelli e per le dune.
La riserva è stata istituita nel 1984 e oggi la gestisce il Dipartimento regionale dello Sviluppo rurale. È una fascia stretta, lunga circa otto chilometri, sulla costa a sud di Noto, ed è una zona umida di importanza internazionale per la Convenzione di Ramsar.
La tonnara è documentata dai primi del Seicento, e la pesca finì dopo lo sbarco alleato del luglio 1943. A circa cinquanta metri dalla tonnara restano venticinque vasche scavate nella roccia, dove in età ellenistica il pesce veniva salato o trasformato in garum. La Torre Sveva stava a guardia dell’antico approdo ed è stata rimaneggiata più volte.
Gli ingressi sono cinque, tutti sulla provinciale tra Noto e Pachino: da nord Eloro, Marianelli, Calamosche, Vendicari, che è il principale, e Cittadella. Il biglietto si paga solo con carta e vale tutto il giorno da qualsiasi ingresso. Non si entra con i cani, neppure al guinzaglio, né con veicoli; in spiaggia niente lettini, sedie o gonfiabili. Lungo i sentieri non ci sono bar né punti d’acqua: porta acqua e scarpe chiuse. Gli ingressi possono chiudere per allerta meteo, incendi o alberi caduti, quindi prima di partire guarda gli avvisi sul sito del gestore della Riserva di Vendicari.
Per il bagno e la tonnara basta l’ingresso centrale e mezza giornata; per tutta la riserva serve una giornata. Per gli uccelli il gestore consiglia la seconda metà dell’autunno e l’inverno: porta il binocolo.
Subito fuori dal confine nord c’è Eloro, e lungo il Tellaro la Villa Romana del Tellaro. A sud c’è Marzamemi, il borgo della tonnara, giusto per il pranzo; più giù, all’estremo sud della Sicilia, l’Isola delle Correnti. La città barocca è nella nostra guida a cosa vedere a Noto; gli altri luoghi sono nella mappa dei luoghi da visitare a Noto.
Sulla mappa solo i luoghi del nostro catalogo.
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Mosaici romani della metà del IV secolo: cerca il riscatto del corpo di Ettore e le scene di caccia. Da abbinare al mare di Eloro.
Due chiese di San Francesco di Paola sulla stessa piazza e la tonnara affacciata sul porto. Si gira a piedi; Vendicari e Noto sono vicine.
I ruderi della città greca accanto alla spiaggia di Eloro, vicino all'ingresso nord di Vendicari: archeologia e bagno nella stessa mattina.
L'ingresso al corso, costruito nel 1838: in cima cerca la torre, il levriero e l'uccello. Da qui si va a piedi fino alla Cattedrale.