Santa Lucia alla Badia
Il Caravaggio non è più qui: dal 2020 è a Santa Lucia al Sepolcro. Sull'altare c'è la Santa Lucia condotta al martirio di Deodato Guinaccia (1579).
Papiri nel bacino a pochi metri dal mare, con anatre e pesci. In fondo alla stessa via c'è il Castello Maniace: tienili nello stesso giro.
Dal belvedere sulla Fonte Aretusa guarda il muro di pietra tra lo specchio d’acqua e il mare: è tutto ciò che separa la fonte dalle onde, a pochi metri. Lo descriveva già Cicerone nel 70 a.C.: una fonte d’acqua dolce grandissima e piena di pesci, che il mare avrebbe coperto se non l’avesse protetta una barriera di pietre. Sotto, nel bacino a semicerchio, ci sono i papiri, le anatre e i pesci.
Il mito racconta che Aretusa, ninfa del seguito di Artemide, fuggì dal dio fluviale Alfeo fino a Ortigia e qui divenne fonte; Alfeo attraversò il mare per raggiungerla senza mescolare le sue acque con quelle salate. Ne hanno scritto Pindaro, Virgilio, Ovidio e D’Annunzio.
La storia è più concreta. Fino al 1540 la fonte stava fuori dalle mura e ci si scendeva con una scala ripida; poi le fortificazioni di Carlo V la chiusero dentro un bastione. A metà Ottocento fu liberata e prese la forma attuale, e nella seconda metà del secolo il bastione fu demolito: il belvedere da cui guardi è ciò che ne resta. Dal Settecento la sua acqua serviva anche tre concerie, riportate alla luce accanto alla fonte. In dialetto è la «funtàna de’ pàpere», la fontana delle anatre.
La fonte è in largo Aretusa, sul lato di Ortigia che guarda il porto grande, e dall’alto si vede liberamente a ogni ora. Per guardarla dal belvedere bastano dieci minuti; il percorso lungo l’acqua ha un suo ingresso e richiede più tempo. Informazioni sulla pagina della Fonte Aretusa del Comune di Siracusa.
In fondo alla stessa via c’è il Castello Maniace: fai la fonte al ritorno, verso sera. Il giro completo dell’isola, dal Tempio di Apollo al castello, è nella nostra guida a Ortigia in un giorno.
Sulla mappa solo i luoghi del nostro catalogo.
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Il Caravaggio non è più qui: dal 2020 è a Santa Lucia al Sepolcro. Sull'altare c'è la Santa Lucia condotta al martirio di Deodato Guinaccia (1579).
L'Annunciazione di Antonello da Messina (1474), un sarcofago di Antonello Gagini e argenti sacri, nelle sale di un palazzo medievale di Ortigia.
Gallerie nella roccia sotto piazza Duomo: rifugio antiaereo e, dal 1942, riparo del simulacro di santa Lucia. Si entra accanto all'Arcivescovado.