Museo archeologico ibleo
Cerca la lastra in calcare del Guerriero di Castiglione, poi fermati davanti alle tombe di Kamarina ricostruite a grandezza naturale.
In facciata cerca le due meridiane: quella a sinistra segna le ore italiche, quella a destra le francesi. Dentro, colonne e pavimento in pietra pece.
Davanti alla Cattedrale di Ragusa, in piazza San Giovanni, cerca in facciata le due meridiane del 1751. Quella a sinistra segna le ore italiche, contate da un tramonto all’altro; quella a destra le ore francesi, da mezzanotte a mezzanotte. Poi entra e guarda l’arco trionfale: la scritta «Non surrexit major», «non è sorto uno più grande», è dedicata al Battista, a cui la chiesa è intitolata.
Il terremoto dell’11 gennaio 1693 distrusse Ragusa. I massari della parrocchia di San Giovanni non vollero ricostruire sul posto e scelsero un altopiano nuovo, sopra Santa Maria delle Scale: da quella scelta la città si divise in due, la parte nuova in alto e Ibla in basso. Una prima chiesa provvisoria fu tirata su in quattro mesi dal capomastro Mario Spata. Quella di oggi fu aperta al culto nel 1741 e consacrata nel 1778; la facciata, lunga 44 metri, fu rifatta dal 1766 su indicazioni dell’architetto catanese Francesco Battaglia. Il secondo campanile non fu mai costruito: i soldi raccolti servirono a ricomprare gli arredi dopo il furto del tesoro, nel 1834. È cattedrale dal 1950, quando nacque la diocesi.
La Cattedrale è una chiesa aperta al culto, con accesso senza barriere da corso Italia: si visita fuori dalle funzioni e mezz’ora basta per l’interno. Il campanile e il Museo della Cattedrale, a Palazzo Garofalo, a pochi passi dalla piazza, hanno aperture proprie: controllale sul sito della Cattedrale di San Giovanni. Nel museo c’è anche un reliquiario d’avorio del Quattrocento, della bottega veneziana degli Embriachi.
Dalla Cattedrale si scende a piedi verso Ibla passando da Santa Maria delle Scale: è la passeggiata raccontata nella scheda di Ragusa Ibla, che arriva al Duomo di San Giorgio. Gli altri luoghi sono nel catalogo di cosa vedere a Ragusa.
Sulla mappa solo i luoghi del nostro catalogo.
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Cerca la lastra in calcare del Guerriero di Castiglione, poi fermati davanti alle tombe di Kamarina ricostruite a grandezza naturale.
Alza gli occhi sui balconi: cerca il musico con le maracas e, sotto, il mascherone che fa una smorfia a chi passa. Dentro c'è il Museo della Città.
Scendi nella vallata Santa Domenica e guardalo da sotto: due ordini di archi in pietra che ricordano un antico acquedotto romano.
Se la trovi aperta, guarda le tre cappelle tardo-gotiche: nella pietra delle volte ci sono animali e creature mostruose, e una terracotta del 1538.