Cava d’Ispica: Baravitalla e Larderia
Cerca la tomba del Principe: dieci finti pilastri scolpiti ai lati dell'ingresso, età del Bronzo. Nella stessa cava, la catacomba della Larderia.
Sulla rocca della Forza, dove stava Spaccaforno prima del terremoto del 1693, trovi il Centoscale, tunnel di 250 m che scende al torrente.
Al Parco della Forza, sullo sperone di roccia che chiude la Cava d’Ispica dal lato di Ispica, cerca l’imbocco del Centoscale. È un tunnel scavato nella roccia, lungo 250 metri, che scende fino al torrente e portava l’acqua alla fortezza. Guardane l’imbocco e la pendenza: è l’opera che garantiva l’acqua a una città costruita in cima alla rupe.
La Cava d’Ispica è un solco profondo nell’altopiano ibleo, lungo oltre una decina di chilometri tra Modica e Ispica, abitato dalla preistoria al Medioevo. Nel Settecento era già una meta del Grand Tour, per i grandi villaggi in grotta e per la vegetazione fitta del fondovalle.
Lo sperone della Forza fu abitato dall’età del Bronzo fino all’arrivo dei Greci, poi di nuovo dal 1169, quando divenne la roccaforte di Spaccaforno, il nome antico di Ispica. Il terremoto del 1693 lo rase al suolo e la città fu ricostruita dove sta oggi. Sulla rupe sono rimasti i resti di quella città abbandonata.
Sono due visite distinte, con due ingressi e due biglietti, entrambe del Parco archeologico di Kamarina e Cava d’Ispica: il Parco della Forza è in via Cavagrande, a Ispica, l’area di Cava d’Ispica al Crocevia Cava Ispica, nel territorio di Modica. Non serve prenotare, e per ciascuna conviene tenere un paio d’ore. Il percorso della Forza corre sullo sperone, all’aperto e al sole: d’estate vai la mattina, perché nei giorni più caldi il Parco ha chiuso i turni del pomeriggio. Le aperture sono sulla pagina del Parco della Forza e su quella dell’area archeologica di Cava d’Ispica.
A Ispica, sopra la cava, c’è la Basilica di Santa Maria Maggiore; verso il mare, la lunga spiaggia di Santa Maria del Focallo. Gli altri luoghi sono nel catalogo di cosa vedere a Ispica.
Sulla mappa solo i luoghi del nostro catalogo.
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Cerca la tomba del Principe: dieci finti pilastri scolpiti ai lati dell'ingresso, età del Bronzo. Nella stessa cava, la catacomba della Larderia.
Portale a sesto acuto e rosone di prima del terremoto del 1693; dentro, l'Annunciazione in marmo attribuita a Gagini.
Cerca dal basso la torre dell'orologio, poligonale, simbolo di Modica: sta sulla rocca del castello che domina la città.
In via Posterla trovi lo studio milanese e la camera da letto di Quasimodo, con mobili, foto con dedica e oggetti del poeta.