Gole della Stretta
Il San Leonardo scava pareti a picco usate dagli arrampicatori; sui versanti, tombe dell'età del bronzo. Si scende a piedi, meglio con una guida.
Quasi 5000 tombe a grotticella nelle pareti della gola e l'Anaktoron, palazzo dell'età del bronzo. Servono scarpe chiuse e acqua.
A Pantalica, dal sentiero, guarda le pareti della gola: sono bucate da centinaia di aperture rettangolari, le tombe a grotticella. In tutto sono circa cinquemila, scavate nella roccia dove la valle del Calcinara confluisce in quella dell’Anapo, su più di un chilometro di pareti. Sono la ragione per cui dal 2005 Pantalica è patrimonio UNESCO insieme a Siracusa.
L’abitato nacque nella tarda età del bronzo. Il villaggio era fatto di capanne di legno e non ne resta traccia: resta la necropoli, e resta l’Anaktoron, il «palazzo del principe», l’unico edificio di quell’epoca, con muri di grandi blocchi squadrati. Gli scavi principali li condusse Paolo Orsi tra il 1895 e il 1910, su circa 250 tombe, e ceramiche e bronzi sono oggi al Museo archeologico Paolo Orsi di Siracusa.
Secoli dopo, in età bizantina, nelle pareti si scavarono tre villaggi rupestri intorno a piccole chiese: San Micidiario, San Nicolicchio e il Crocifisso. Nel Novecento sul fondovalle passò la ferrovia Siracusa–Vizzini, oggi diventata un sentiero.
Pantalica è una riserva naturale e oggi gli ingressi sono sul versante di Sortino: Fusco, sul tracciato dell’ex ferrovia, Saramenzana e Palombazza, lungo la SR11, da dove partono i sentieri della Sella di Filipporto, dell’Anaktoron e della Necropoli Nord. L’ingresso di Ponte Diga, a Cassaro, è chiuso dal crollo del ponte sul Mascà, nel 2021. Aperture e accessi sono sulla pagina di Pantalica del gestore delle riserve.
I sentieri hanno scale e gradoni intagliati nella roccia e tratti accidentati: non sono adatti a chi ha difficoltà a camminare. Servono scarpe chiuse con una suola che tenga e acqua; evita le ore calde e non uscire dai sentieri. Per due sentieri conta almeno mezza giornata, meglio in primavera o in autunno.
Per vedere che cosa hanno restituito le tombe vai al Museo Paolo Orsi, raccontato nella nostra guida alla Neapolis e al Museo Paolo Orsi. Sugli Iblei, nella stessa zona, c’è Palazzolo Acreide. Gli altri luoghi sono nel catalogo di cosa vedere a Ferla.
Sulla mappa solo i luoghi del nostro catalogo.
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